In quel crocevia antichissimo che è il mediterraneo, spazio acqueo magico su cui si affacciano da tempi immemorabili territori, etnie e civiltà autoctone legate fra loro da intensi scambi commerciali e culturali, si collocano le origini abbastanza "tarde" - rispetto alle testimonianze del Medio Oriente - della cottura di elementi in argilla volti alla realizzazione di manufatti per l'architettura, e in particolare per la creazione e la diffusione dei pavimenti in cocciopesto.
Il cocciopesto è un materiale realizzato con laterizio macinato impastato con sabbia e calce.
In antico fu usato dalla civiltà fenicia e dagli etruschi, ma furono poi i romani a perfezionarne l’uso.
L’abbondante produzione di laterizio da parte dei romani rese facilmente sfruttabili sia gli scarti della lavorazione che gli oggetti quali anfore, vasellame, tegole e mattoni.
Il cocciopesto veniva usato dai romani anche per le pavimentazioni continue, vista la sua adattabilità a qualsiasi contesto e forma.
L’utilizzo del cocciopesto era efficace anche come base per i mosaici policromi d’età imperiale e per il rivestimento di sedi stradali, come riscontrato per esempio negli scavi archeologici in via Carbonesi a Bologna.
Nel medioevo del cocciopesto venne sfruttata la sua resistenza meccanica: pavimenti d’epoca carolingia si ritrovano, per esempio, nell’antica cattedrale di Milano e nella Rocca di Asolo.

 

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